Il Protocollo della Consapevolezza
- Andrea Pozzetto

- 12 feb
- Tempo di lettura: 2 min
La città di Aletheia non aveva chiese, ma ogni quartiere ospitava un "Centro di Armonia Permanente". Julian camminava a testa bassa, evitando di incrociare lo sguardo delle Pattuglie di Tutela. Sapeva che, secondo i nuovi dogmi ministeriali, il suo sguardo non era mai neutro: era potenzialmente "invasivo".

L'Altare del Dato Unico
Entrò nell'Ufficio del Collocamento. Sopra la scrivania della funzionaria non c'erano croci, ma un grafico stilizzato che mostrava una curva in ascesa: la "Riparazione Storica".
"Julian, i tuoi dati biometrici indicano un alto livello di stress," esordì la donna senza guardarlo. "È un segnale di resistenza ideologica. Non accetti ancora la tua posizione nel nuovo ordine?"
"Ho perso il lavoro in cantiere," rispose lui a voce bassa. "Tre miei colleghi sono morti nel crollo del mese scorso. Non ci sono state commemorazioni. Il notiziario ha parlato solo della 'necessità di smantellare le strutture erette dal vecchio patriarcato'."
La funzionaria sollevò gli occhi, freddi come lamine di vetro. "Quelle morti sono statisticamente irrilevanti per il progresso della specie. Erano parte del problema, non della soluzione. La loro fine è solo la rimozione di un'inerzia storica."

Il Dogma contro la Realtà
Quella sera, Julian si ritrovò in un vicolo con un piccolo gruppo di "Dissidenti Logici". Si scambiavano fogli logori, pieni di numeri che la società definiva ormai "blasfemi".
"Guardate qui," sussurrò uno di loro, indicando una tabella stropicciata. "L'85% dei senza fissa dimora che dormono sotto i ponti di Aletheia sono uomini. Ma il Ministero ha appena varato una legge che destina il 100% dei sussidi abitativi alle donne, perché 'la povertà femminile è l'unica forma di oppressione sistemica'."
"È una religione," rispose Julian, ricordando le parole di una vecchia professoressa canadese che aveva letto clandestinamente. "Non cercano la giustizia, cercano l'espiazione di una colpa originale che ci hanno cucito addosso alla nascita. La logica non serve. Se i numeri dicono che soffriamo, i numeri vengono dichiarati d'odio."

La Liturgia del Silenzio
All'improvviso, le luci del vicolo diventarono rosse. Un drone scese dall'alto, trasmettendo a volume assordante il mantra del giorno: “Una donna colpita è l'umanità ferita; un uomo che cade è lo spazio che si libera”.
Julian vide un suo amico venire trascinato via dalle Pattuglie. L'accusa non era un crimine violento, ma "mancanza di devozione". Aveva osato citare, durante un seminario pubblico, i venti uomini uccisi annualmente dalle partner, definendoli "vittime".
"Quello non è un dato, è un'eresia!" aveva gridato la folla.

L'Eclissi della Logica
Mentre veniva scortato verso il Centro di Rieducazione, Julian guardò i manifesti che tappezzavano la città. Raffiguravano un'età dell'oro mitologica, un matriarcato ancestrale dove non esisteva la morte, presentato come l'unico futuro possibile.
Capì allora che la supremazia dell'ideologia non mirava alla parità, ma alla cancellazione dell'altro come soggetto morale. In quel mondo, il dolore maschile era diventato invisibile non perché non esistesse, ma perché ammetterlo avrebbe fatto crollare l'intero sistema di fede su cui poggiava lo Stato.
La realtà stava scomparendo dietro una lente deformante, e Julian, mentre le porte del Centro si chiudevano dietro di lui, si chiese quanto tempo sarebbe passato prima che la struttura stessa della società, privata della sua metà "sacrificabile", crollasse sotto il peso della propria follia.



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